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Segnaliamo il seguente articolo nell’ambito della collaborazione con lo Studio Salussolia & Associates di Miami, partner internazionale dello Studio Legale Giannone.

In un’epoca in cui siamo connessi globalmente, il concetto di cittadinanza e appartenenza a un popolo non è affatto superato. Anzi, è più rilevante che mai. In molti Paesi, la cittadinanza sta diventando non più un semplice diritto di nascita, ma un privilegio sempre più difficile da ottenere.
Italia: Lo lus Sanguinis si restringe
L’Italia si distingue per l’adozione quasi totale dello ius sanguinis (“diritto di sangue”). Questo significa che la cittadinanza vie- ne trasmessa dai genitori ai figli, indipendentemente dal luogo di nascita. Per un figlio di stranieri nato in Italia, invece, ottenere la cittadinanza è un percorso ad ostacoli, possibile solo a 18 anni e dopo aver dimostrato una residenza ininterrotta.
Recentemente, la situazione è diventata ancora più rigida. In Italia Con il “Decreto Tajani” del 2025, il Governo ha introdotto nuove restrizioni:
- Il riconoscimento automatico della cittadinanza per discendenza è ora limitato fino alla seconda generazione;
- Viene richiesto un legame effettivo con l’Italia;
- L’obiettivo dichiarato è frenare l’elevato numero di richieste, soprattutto dall’America Latina, e garantire che la cittadinanza sia concessa solo a chi ha un legame forte e dimostrabile con il Paese. Parallelamente, si è registrata una spaccatura politica interna sul tema. Mentre il partito italiano “Forza Italia” ha riproposto lo ius scholae (cittadinanza per chi frequenta la scuola in Italia per dieci anni), altri partiti di governo si oppongono fermamente. Un recente referendum per facilitare l’acquisizione della cittadinanza non ha raggiunto il quorum, riflettendo una reticenza della popolazione italiana su questo tema.
Stati Uniti: La Terra delle opportunità ad un bivio
Dall’altra parte dell’Oceano, gli Stati Uniti rappresentano l’esempio classico dello ius soli (“diritto del suolo”). Secondo il Quattordicesimo Emendamento, chiunque nasca sul suolo americano è cittadino, a prescindere dallo status dei genitori. Questo principio è stato un pilastro dell’identità americana, un simbolo della “terra delle opportunità”. Tuttavia, oggi questo modello risulta essere sotto attacco. Il Presidente USA Donald Trump e una parte del Partito Repubblicano hanno apertamente espresso l’intenzione di limitare lo ius soli, in particolare per i figli di immigrati irregolari. L’idea è quella di rendere la cittadinanza un “privilegio condizionato” piuttosto che un diritto automatico. Se un tale cambiamento dovesse avvenire, gli Stati Uniti si avvicinerebbero a un modello simile a quello italiano, segnando un’inversione di tendenza storica.
Conclusioni: La Cittadinanza come riconoscimento da meritarsi
Stiamo assistendo ad un cambiamento globale nel modo in cui viene concepita la cittadinanza. Si sta passando da un concetto di diritto garantito a uno di riconoscimento da meritare, basato su legami di sangue, anni di residenza o altri criteri specifici. Questa deriva solleva interrogativi sul futuro delle politiche migratorie e sul significato stesso di “appartenenza” in un mondo sempre più interconnesso ma, paradossalmente, sempre più restrittivo.
CITIZENSHIP. A RIGHT AT RISK IN A CONNECTED WORLD
In an era of global connectivity, the concept of citizenship and belonging to a people is far from outdated. On the contrary, it is more relevant than ever. In many countries, citizenship is no longer seen as a simple birthright but rather as a privilege that is increasingly difficult to obtain.
Italy: Jus Sanguinis under pressure
Italy stands out for its almost exclusive adoption of jus sanguinis (“right of blood”). This means that citizenship is passed from parents to children, regardless of place of birth. For the child of foreign parents born in Italy, however, acquiring citizenship is a long and complex path, only possible at the age of 18 and after proving uninterrupted residence.
Recently, the situation has become even stricter. With the “Tajani Decree” of 2025, the government introduced new restrictions:
- Automatic recognition of citizenship by descent is now limited to the second generation;
- A proven, effective connection with Italy is required;
- The stated goal is to reduce the high number of applications, especially from Latin America, and ensure that citizenship is granted only to those with a strong and demonstrable bond with the country.
At the same time, the political debate has grown more polarized. While the Italian party Forza Italia has revived the proposal of jus scholae (citizenship for those who attend school in Italy for ten years), other governing parties strongly oppose it. A recent referendum aimed at making citizenship easier to obtain failed to reach the quorum, reflecting Italians’ reluctance to embrace reform on this issue.
United States: The Land of Opportunity at a crossroads
Across the Atlantic, the United States represents the classic example of jus soli (“right of the soil”). Under the Fourteenth Amendment, anyone born on U.S. soil is a citizen, regardless of their parents’ status. This principle has long been a cornerstone of American identity, a symbol of the “land of opportunity.” Today, however, this model is under attack. U.S. President Donald Trump and part of the Republican Party have openly expressed their intention to restrict jus soli, particularly for the children of undocumented immigrants. The idea is to turn citizenship into a “conditional privilege” rather than an automatic right. Should such a change occur, the U.S. would move closer to a model similar to Italy’s, marking a historic reversal of direction.
Conclusion: Citizenship as something to be earned
We are witnessing a global shift in how citizenship is understood. It is moving from a guaranteed right to a form of recognition that must be earned, based on blood ties, years of residence, or other specific criteria. This trend raises pressing questions about the future of migration policies and the very meaning of “belonging” in a world that is increasingly interconnected and, paradoxically, increasingly restrictive.

