Trump sfida la Cittadinanza per nascita
Il presente articolo contiene informazioni di carattere generale e non sostituisce in alcun modo l’assistenza di un avvocato. Per maggiori informazioni sul tema e sui servizi offerti dallo Studio Legale Giannone, Vi invitiamo a contattarci scrivendo a info@studiolegalegiannone.it o chiamando il numero 0125.48557 (lunedì-venerdì, ore 9-13 e 15-19).
Segnaliamo il seguente articolo nell’ambito della collaborazione con lo Studio Salussolia & Associates di Miami, partner internazionale dello Studio Legale Giannone.
Negli Stati Uniti, lo ius soli è uno dei pilastri della Costituzione. Oggi è tornato al centro del dibattito perché la Corte Suprema ha esaminato gli oral arguments sulla misura con cui Donald Trump intende limitare la cittadinanza automatica ai figli di immigrati senza status regolare o con visti temporanei. L’iniziativa nasce da un ordine esecutivo firmato il 20 gennaio 2025, finora bloccato dai tribunali inferiori.
L’udienza ha avuto anche un forte valore simbolico: Trump ha partecipato personalmente, trasformando il confronto sulla Citizenship Clause del XIV Emendamento in una questione apertamente politica.
L’amministrazione sostiene che la formula costituzionale “subject to the jurisdiction thereof” non debba essere letta come una garanzia generalizzata per chiunque nasca negli Stati Uniti. In base a questa tesi, i figli di immigrati senza status regolare o di persone presenti con visti temporanei non rientrerebbero automaticamente nella protezione del XIV Emendamento, a meno che almeno uno dei genitori non sia cittadino statunitense o residente permanente legale. È questa la reinterpretazione che la Casa Bianca ha chiesto ai giudici di accogliere.
I ricorrenti, tra cui associazioni per i diritti civili e famiglie direttamente colpite, sostengono invece che l’ordine esecutivo contraddica sia il testo costituzionale sia oltre un secolo di giurisprudenza consolidata. Il precedente più citato è United States v. Wong Kim Ark (1898), decisione con cui la Corte Suprema riconobbe la cittadinanza per nascita a una persona nata negli Stati Uniti da genitori stranieri. Per gli oppositori della misura, è proprio quel precedente a rendere la linea dell’amministrazione difficilmente conciliabile con il diritto costituzionale esistente.
Durante gli oral arguments, diversi giudici hanno espresso dubbi sulla posizione dell’amministrazione, chiedendo chiarimenti sulla base storica della nuova interpretazione, mentre altri hanno richiamato un approccio originalista, evidenziando un possibile contrasto interno alla Corte.
La posta in gioco è rilevante: una decisione favorevole potrebbe incidere su centinaia di migliaia di nascite ogni anno e ridefinire il concetto stesso di cittadinanza negli Stati Uniti
Il nodo è costituzionale: un ordine esecutivo può limitare una garanzia radicata da oltre un secolo? La Corte Suprema dovrà decidere se mantenere l’interpretazione tradizionale o aprire una nuova fase. La decisione, attesa nei prossimi mesi, potrebbe segnare uno dei più significativi sviluppi recenti nel significato della cittadinanza americana.

IUS SOLI BEFORE THE SUPREME COURT
Trump Challenges Birthright Citizenship
In the United States, jus soli is one of the cornerstones of the Constitution. It has now returned to the center of public debate as the Supreme Court hears oral arguments on a measure through which Donald Trump seeks to limit automatic citizenship for children born to undocumented immigrants or individuals holding temporary visas. The initiative stems from an executive order signed on January 20, 2025, which has so far been blocked by lower courts.
The hearing also carried strong symbolic weight: Trump personally attended, turning the debate over the Citizenship Clause of the Fourteenth Amendment into an openly political issue.
The administration argues that the constitutional phrase “subject to the jurisdiction thereof” should not be interpreted as a blanket guarantee for anyone born in the United States. Under this view, children of undocumented immigrants or individuals with temporary visas would not automatically fall under the protection of the Fourteenth Amendment unless at least one parent is a U.S. citizen or lawful permanent resident. This is the reinterpretation the White House has urged the Court to adopt.
The challengers, including civil rights organizations and directly affected families, argue that the executive order contradicts both the constitutional text and more than a century of established case law. The most frequently cited precedent is United States v. Wong Kim Ark(1898), in which the Supreme Court recognized birthright citizenship for a person born in the United States to foreign parents. Opponents contend that this precedent makes the administration’s position difficult to reconcile with existing constitutional law.
During oral arguments, several justices expressed skepticism toward the administration’s position, requesting clarification on the historical basis for the new interpretation, while others adopted an originalist approach, highlighting potential internal tensions within the Court.
The stakes are considerable: a ruling in favor of the administration could affect hundreds of thousands of births each year and redefine the very concept of citizenship in the United States.
At its core, the issue is constitutional: can an executive order limit a guarantee that has been firmly established for over a century? The Supreme Court must decide whether to uphold the traditional interpretation or open a new chapter. The decision, expected in the coming months, could mark one of the most significant recent developments in the meaning of American citizenship.
IUS SOLI ANTE LA CORTE SUPREMA
Trump desafía la Ciudadanía por nacimiento
En Estados Unidos, el ius solies uno de los pilares de la Constitución. Hoy ha vuelto al centro del debate luego de que la Corte Suprema examinara los oral argumentssobre la medida mediante la cual Donald Trump busca limitar la ciudadanía automática a los hijos de inmigrantes sin estatus regular o con visas temporales. La iniciativa surge de una orden ejecutiva firmada el 20 de enero de 2025, que hasta ahora ha sido bloqueada por tribunales inferiores.
La audiencia tuvo también un fuerte valor simbólico: Trump participó personalmente, convirtiendo el debate sobre la Citizenship Clause de la Decimocuarta Enmienda en una cuestión abiertamente política.
La administración sostiene que la fórmula constitucional “subject to the jurisdiction thereof” no debe interpretarse como una garantía generalizada para cualquier persona nacida en territorio estadounidense. Bajo esta tesis, los hijos de inmigrantes sin estatus regular o con visas temporales no estarían automáticamente protegidos por la Decimocuarta Enmienda, a menos que al menos uno de los padres sea ciudadano estadounidense o residente permanente legal. Esta es la reinterpretación que la Casa Blanca ha solicitado que adopten los jueces.
Los demandantes, entre ellos organizaciones de derechos civiles y familias directamente afectadas, argumentan que la orden ejecutiva contradice tanto el texto constitucional como más de un siglo de jurisprudencia consolidada. El precedente más citado es United States v. Wong Kim Ark(1898), en el cual la Corte Suprema reconoció la ciudadanía por nacimiento a una persona nacida en Estados Unidos de padres extranjeros. Para los opositores, este precedente hace que la postura de la administración sea difícilmente compatible con el marco constitucional vigente.
Durante los oral arguments, varios jueces expresaron dudas sobre la posición de la administración y solicitaron aclaraciones sobre la base histórica de la nueva interpretación, mientras que otros adoptaron un enfoque originalista, evidenciando posibles tensiones internas dentro de la Corte.
Lo que está en juego es significativo: una decisión favorable podría afectar a cientos de miles de nacimientos cada año y redefinir el concepto mismo de ciudadanía en Estados Unidos.
La cuestión es eminentemente constitucional: ¿puede una orden ejecutiva limitar una garantía arraigada durante más de un siglo? La Corte Suprema deberá decidir si mantiene la interpretación tradicional o abre una nueva etapa. La decisión, esperada en los próximos meses, podría marcar uno de los desarrollos más relevantes recientes sobre el significado de la ciudadanía estadounidense.

